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La Cianotipia

Cianografia

tecnica cianografica

E’ una tecnica di stampa a contatto che nasce tra il 1839 e il 1842 a pochi anni dal varo della fotografia.
Voglio parlarti di questo metodo perché mi piacciono tutte le tecniche di stampa anche se, come in questo caso, hanno a che fare con la fotografia e NON con la stampa calcografica.

Ma partiamo dalle basi, cosa si intende per stampa a contatto?
Ti spiego subito.
Per stampa a contatto, si intendono tutti quei procedimenti in cui il negativo viene messo a contatto diretto con la carta sensibile.
Viene chiamata anche “blueprint” per il suo caratteristico colore blu profondo e trovò subito grande consenso grazie alla sua semplicità: sostanzialmente, infatti, si basa sull’utilizzo di alcuni sali di ferro ( il Ferro Ammonio Citrato e il Potassio Ferricianuro).
La caratteristica di questi due sali risiede nel fatto che, se mescolati assieme, risultano essere molto sensibili alla luce di tipo solare; così, frapponendo un negativo ( o delle foglie, o dei fiori, come piace fare a me) tra la luce ultravioletta e il foglio di carta precedentemente spennellato con la soluzione ai sali ferrici, si può ottenere un’immagine fotografica del negativo.
Vuoi che ti spieghi il procedimento per realizzare la tua prima Cianotipia con le foglie?
Bene, seguimi!

MATERIALE NECESSARIO:

.Foglie o fiori secchi
. Soluzione ai sali ferrici ( più avanti ti spiego come realizzarla)
. Carta cotone ( ma sperimenta sui vari tipi di carta, l’importante è che sia di buona consistenza perchè deve resistere ai lavaggi in acqua))
. una tavoletta di legno e un vetro della stessa grandezza della carta
.acqua corrente

PREPARAZIONE DELLA SOLUZIONE

Ricordati sempre che questo composto è sensibile alla luce, perciò è consigliabile lavorare con un’illuminazione artificiale tenue ( chiudi le persiane e lavora in penombra, oppure usa una lampadina da 25 watt)
RICORDATI:
LA LAVORAZIONE DEI PRODOTTI CHIMICI RICHIEDE ATTENZIONE E NON SUPERFICIALITA’.
Munisciti sempre di guanti e lavora in un ambiente ben aereato!!
Ora prepareremo due soluzioni che chiameremo per comodità “A” e “B”

SOLUZIONE “A”
.20 gr di Ferro Ammonio Citrato in 100 ml di acqua
SOLUZIONE “B”
.8 gr di Potassio Ferricianuro in 100 ml di acqua

Versiamo i composti in due barattoli distinti, in questo modo dureranno settimane.
IMPORTANTE:
I vasetti devono essere scuri !
Prima di usare le soluzioni, devi far trascorrere 24 ore.
Trascorso questo tempo potrai miscelare i due composti assieme e utilizzare il liquido per sensibilizzare la carta.

USO DELLA CARTA
Come già ti ho accennato prima, la carta che userai, dovrà essere di buon peso e con ottima consistenza, perciò sì a carte con grammature importanti e a carte di cotone.
Io, personalmente, adoro la carta per acquerello, con la sua grana grossa, restituisce profondità alle foglie!
Questo punto è fondamentale se vuoi che il tuo foglio non si spappoli durante il lavaggio finale.

SENSIBILIZZAZIONE DEL SUPPORTO CARTACEO

Sempre lavorando in un luogo con luce tenue, andremo a “spennellare” la nostra soluzione sul foglio di carta precedentemente fissato con nastro di carta ad un supporto rigido. Questo per evitare che la carta si incurvi.
Dovremo cercare di coprire la superficie nel modo più omogeneo possibile, evitando di ripassare con il pennello, più volte sullo stesso punto.
Se vuoi avere più varietà nei toni della tua stampa, allora ti consiglio di passare non una, ma due mani di soluzione sul foglio, avendo l’accortezza di far asciugare la soluzione tra una passata e l’altra.
Lasciamo asciugare bene il foglio nell’oscurità totale prima di utilizzarlo.

ESPOSIZIONE
A questo punto procedi così: prendi i fiori e le foglie secche e, nella semi oscurità, realizza la composizione sul foglio già posizionato sul pannello.
Una volta terminata questa fase, con molta delicatezza appoggia il vetro sopra e fissa i lati con delle mollette ( la mia cornice è leggermente più grande del mio foglio di carta).
Questo impedirà alle foglie di muoversi.
Esponi alla luce del sole diretta o utilizza lampade UV-A nel caso di brutto tempo o stagione fredda.
I tempi di esposizione variano a seconda della quantità di luce, ti consiglio perciò di fare una striscia di prova con diversi tempi di esposizione.
Ricordati solo che, il colore deve virare dal giallo al verde e infine a un verde molto scuro.
Se la quantità di luce non sarà stata sufficiente, la stampa risulterà sottoesposta, ciò significa che risulterà troppo chiara se non addirittura bianca, mentre se risulterà sovraesposta, risulterà di un blu molto intenso ma con contrasti troppo marcati.
Non demordere dopo i primi risultati, solo l’esperienza ti fornirà gli strumenti giusti per realizzare splendide stampe.

LO SVILUPPO
Dopo la fase di esposizione, passeremo allo sviluppo della stampa che avverrà sotto acqua corrente.
Qui, la parte di soluzione non esposta alla luce, verrà sciacquata via mentre la parte esposta rimarrà fissata al supporto restituendo l’immagine. Lentamente vedrai virare il colore ed assumere una colorazione blu ciano.
Dopo questo ultimo, fondamentale passaggio, che richiederà circa 10 minuti, la stampa sarà pronta per l’asciugatura.
Spero che questa spiegazione ti sia utile e sono curiosa di vedere le tue prossime stampe!

Io con le mie ho voluto realizzare dei piccoli quaderni e dei Iko-Midori: li trovo deliziosi!
Se ti piacciono, li puoi trovare a questo link:

http://linktr.ee/ikoiarte

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Elena Fodera
Elena Fodera
Sono stampatrice d’arte, amante degli inchiostri, dei colori, delle antiche ricette d’arte e anche del cioccolato. Incido e stampo matrici ottenute dal legno, dal rame e dallo zinco attraverso tecniche che risalgono al ‘400 ed alla pressione di un torchio calcografico che si chiama Ernesto.

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